-Amore, ho troppo caldo, ho voglia di qualcosa di fresco ma goloso.

-Ti ho preso il gelato che piace a te, pistacchio e nocciola.

-Con la brioche?

-Si con la brioche e anche la granella. Ti preparo una coppetta?

-Si, ma non piccola! Grazie

Il gelato, l’alimento per eccellenza che rappresenta l’estate. Fresco, buono e nutriente. Frutta, creme, yogurt, gusti esotici, gusti inaspettati, ma il gelato mette tutti d’accordo. Scopriamo insieme come e quando consumarlo.

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Il gelato ha origini antichissime, così tanto che non sono del tutto definite. Pare si usasse già nell’antica Cina, ma quello che conosciamo noi deriva da un’usanza che si diffuse in Egitto, poi importata dal mondo arabo alla Sicilia: la neve veniva raccolta e conservata per poi essere mescolata a miele o a succhi di frutta. Oggi esistono tantissime ricette diverse, dai ghiaccioli, al sorbetto, al gelato sfuso, al biscotto, i semifreddi ecc…

Meno calorico di quanto si pensi, il gelato è un alimento che può essere consumato senza grandi sensi di colpa per la prova costume, soprattutto se è inserito in un regime alimentare equilibrato e povero di grassi. Si tratta di un alimento completo che può sostituire un pasto nelle giornate più calde e, in quantità più modeste, addolcire spuntini, merende e piccoli dopocena.

Secondo uno studio olandese, il gelato sarebbe un ottimo alleato del buonumore, sembra che quando si consuma il gelato l’ 86% del nostro volto si veste di felicità.  Il consumo di gelato, così come per molti altri dolci, ha un effetto positivo sull’umore in quanto agisce sulla produzione di un ormone, la serotonina, definito dagli scienziati ormone della felicità e che ci aiuta a ridurre i rischi legati allo stress. Inoltre un ingrediente fondamentale del gelato è il latte che contiene un amminoacido essenziale il triptofano, un tranquillante naturale che il rilassa il sistema nervoso.

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Al di là dell’aspetto antistress e rinfrescante, il gelato rappresenta un’ottima fonte di nutrienti in quanto gli ingredienti principali (acqua, panna, latte e uova) sono ricchissimi di proteine ad alto valore biologico e grassi; vengono aggiunti successivamente ingredienti secondari in particolare frutta fresca, frutta secca, cioccolato ecc. che migliorano il gusto e la varietà del prodotto. L’aggiunta di questi ingredienti aumenta il valore calorico del prodotto: la presenza di frutta, aumenta gli zuccheri mentre la presenza di frutta secca e cioccolato aumenta la quota di grassi e proteine. Da questa differenza i gelati si possono distinguere in gelati alla frutta e creme.

Oltre a contenere proteine, zuccheri e grassi,  il gelato fornisce vitamine e sali minerali preziosi:

Calcio: indispensabile per lo sviluppo osseo, è presente nella  quantità  di 160 mg per 100 g di gelato a base di latte e di 40 mg in  quello alla  frutta

Fosforo: stimola l’attività cerebrale e, nelle giuste proporzioni, facilita l’assimilazione del calcio. Inoltre, contribuisce a fornire energia alle cellule.

Vitamina A: protegge la pelle dal sole, stimolando l’abbronzatura e promuove il buon funzionamento della vista.

Vitamina E: protegge le cellule dall’invecchiamento cellulare, protegge le arterie dalla formazione delle placche aterosclerotiche e quindi collabora nella prevenzione del rischio cardiovascolare.

Per rispondere alle esigenze dei consumatori, la ricetta tradizionale del gelato ha subito diverse rivisitazioni, è stato realizzato il gelato senza lattosio, senza glutine, a basso contenuto di grassi, quello vegano, quello dietetico ecc…

Picard offre ai suoi consumatori una grande varietà di gelati, risponde a tutte le esigenze, dai bambini ai più esigenti, facciamo qualche esempio:

  • Gelsoj, gelato senza lattosio, realizzato con prodotti 100% vegetali, adatto non solo ai vegetariani o vegani, ma anche per chi vuole cambiare gusto e proporre un gelato alternativo e leggero.
  • Mini biscotti , mini biscotti con gelato fiordilatte, scaglie di cioccolato e granella di nocciole, è un gelato che mette tutti d’accordo, ottimo come merenda il pomeriggio dopo una giornata al mare.
  • Mini stecchi assortiti, piccoli gelati dai gusti semplici ma buonissimi, fiordilatte ricoperto di cioccolato al latte, di cioccolato bianco, o gianduia e granella di nocciole, ottimi come dopo cena, per stuzzicare un po’ la voglia di dolce.

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Questi sono solo alcuni esempi, ma potete trovare le vaschette, i ghiaccioli, i sorbetti, le granite, i semifreddi, le torte gelato ecc…ecc… passa a trovarci per una pausa rinfrescante.


Buon gelato a tutti

La vostra nutrizionista preferita

 

 

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Il consumo giornaliero di frutta e verdura è indispensabile per poter garantire l’assunzione di sostanze importanti come fibre, vitamine e acqua. Studi recenti però hanno dimostrato che all’interno di prodotti vegetali sono presenti anche delle sostanze chiamate: phytochemicals (termine anglosassone che indica le fitoalassine, sostanze di origine vegetale prodotte per difendersi dai parassiti) in particolare polifenoli e flavonoidi, chiamati antiossidanti. Queste sostanze donano alla frutta e alla verdura colori vivaci e invitanti e sono fondamentali per la nostra salute, perché svolgono un’azione protettiva sulle cellule e di conseguenza su diversi sistemi e apparati del nostro organismo.

Ciascun frutto e/o ortaggio ha una sua composizione caratteristica, perciò soltanto mangiandone differenti tipi si riesce a fornire al nostro organismo un insieme di sostanze in grado di soddisfare tutte le necessità.

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Per dare al nostro organismo la giusta protezione è consigliabile il consumo di 5 porzioni tra frutta e verdura, così suddivise: 3 di frutta e 2 di verdura; con questa abitudine e con uno stile di vita attivo si riesce a mantenere un benessere globale, riducendo di un terzo il rischio di tumori e malattie cardiovascolari. Altri vantaggi di frutta e verdura sono:

  • un basso carico calorico
  • introdurre tanta acqua, l’ ingrediente più importante per il nostro organismo
  • l’ elevata presenza di fibra vegetale

I colori della frutta e della verdura possono essere raggruppati in 5 gruppi: rosso, verde, bianco, giallo/arancio e blu/viola. Ogni colore corrisponde a sostanze specifiche ad azione protettiva, per cui solo variando nell’arco della giornata il consumo di frutta e verdura potremmo coprire tutti i fabbisogni dell’organismo.

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La frutta e la verdura di colore viola, chiamata anche “blu”, è ricca di antociani: si tratta di pigmenti che sono in grado di rinforzare e far diventare più elastiche le pareti dei vasi sanguigni ed è per questo che proprio i vegetali viola offrono un grande contributo al miglioramento della circolazione sanguigna e al rafforzamento della resistenza capillare, migliorando e/o prevenendo le malattie cardiocircolatorie. Sono in grado di migliorare la funzione visiva, grazie sempre agli antociani presenti. Tutta la frutta e la verdura viola è ricca di fibre. I phytochemicals caratteristici per questo gruppo di alimenti sono le antocianine e i carotenoidi.
Le antocianine, hanno un elevato potere antiossidante:

  • prevengono l’aterosclerosi provocata da elevati livelli di colesterolo nel sangue;
  • prevengono le infezioni del tratto urinario (specialmente i mirtilli);
  • migliorano la funzione visiva;
  • inibiscono l’aggregazione piastrinica;
  • aumentano la resistenza capillare e sono per questo utili contro patologie della circolazione sanguigna;

I carotenoidi,  invece, prevengono molti tipi di tumore, la cataratta, l’ invecchiamento cutaneo, le patologie neurodegenerative e le malattie cardiovascolari.


I mirtilli, frutti di bosco, ricchissimi di antiossidanti in grado di prevenire numerose patologie, tra cui cardiovascolari, metaboliche e oncologiche. Esistono tre tipologie di mirtilli: rosso, nero e blu. Quello nero sembra essere quello più ricco di nutrienti, in particolare zuccheri semplici e acidi (acido citrico, ossalico ecc…), in particolare è ricco di acido folico, inoltre contiene tannini e antocianine i quali oltre ad essere i responsabili del colore nero, sono nutrienti importanti per le nostre cellule e la loro salute.

I mirtilli sono ottimi a colazione per accompagnare lo yogurt oppure buonissimi pancake con il miele, in alternativa Picard vi propone una versione più estiva, fresca e nutriente, lo smoothies che vi regalerà le caratteristiche salutari non solo del mirtillo ma anche del ribes e delle more.

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Le melanzane  sono un ortaggio tipicamente estivo, nonostante negli ultimi tempi è possibile trovarle anche durante i mesi invernali. I frutti, le melanzane, presentano una notevole varietà di forme e colori, dalle bacche allungate a quelle rotonde, dal colore viola quasi nero a violetti più chiari fino quasi al bianco. L’Italia è il primo produttore europeo di melanzane, inoltre presenta una tradizione culinaria ricchissima in tutte le regioni. E’ un ortaggio da consumare previa cottura in quanto rientra nella categoria delle solanacee e contiene solanina, sostanza tossica che con le alte temperature si degrada. E’ un ortaggio ricco di acqua e con pochissime calorie (18kcal per 100g), ma ha lo svantaggio di essere spugnosa, per cui assorbe il condimento molto più di qualsiasi altro ortaggio, aumentando notevolmente le calorie. Sono ortaggi ricchi in fibra e antiossidanti, utili per il fegato, l’intestino e l’elevato contenuto di acqua favorisce la diuresi.

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Picard offre una vasta gamma di prodotti con le melanzane: dalla caponatina , alla parmigiana, alle classiche melanzane grigliate.


L’estate ci regala la frutta e gli ortaggi più belli e più buoni, provate a consumare ogni giorno un prodotto diverso, inserendo anche il colore blu/viola/nero, prugne, cavolo viola, patate viola, more ecc… e fate il pieno di antiossidanti.

Vi aspetto la prossima settimana con un nuovo articolo…tutto da gustare!

La vostra nutrizionista preferita

 

 

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-Dai un pesce ad un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita-

 

L’Italia, penisola del bacino del mediterraneo, con oltre i suoi 8000 km di costa e un’innata vocazione per la pesca e per la trasformazione dei prodotti ittici, rappresenta uno dei più importanti paesi per consumo del pesce, crostacei e molluschi. In Europa si consumano in media 23 kg pro capite di pesce all’anno, Italia si arriva in media a 25 kg. Ciò è giustificabile per la posizione geografica dell’Italia e perché alla base dell’alimentazione della maggior parte degli italiani c’è la dieta mediterranea, che consiglia il consumo di pesce almeno tre volte a settimana riducendo carne e affettati.

Proprietà nutrizionali

Il pesce, insieme alla carne, alle uova e ai latticini, rientra nella categoria degli alimenti a base proteica (in media il 15-25%), per essere più precisi proteine nobili, alimenti ad alto volere biologico, cioè che presentano tutti gli amminoacidi essenziali (elementi da assumere solo con l’alimentazione). Inoltre le proteine del pesce sono facilmente digeribili in quanto più “leggere” rispetto a quelle della carne. Essendo un alimento per lo più proteico, non sono presenti carboidrati, ma c’è una buona fonte di grassi, per lo più mono e polinsaturi (omega 3 e omega 6). La percentuale di grassi varia molto da specie a specie, infatti possiamo distinguere pesci magri con meno del 5% di grassi (merluzzo, sogliola, orata ecc…), i semigrassi con una percentuale che va dal 5 al 10% (pesce spada, persico, dentice ecc…) e pesci grassi con oltre il 10% (salmone, sgombro,aringa ecc…). La presenza di grassi mono e polinsaturi è importante in quanto sono indispensabili per la nostra salute, agiscono a livello cardiovascolare e proteggono le arterie dalla formazione delle placche ateriosclerotiche e favoriscono la riduzione del colesterolo LDL (cattivo). Inoltre i grassi aumentano la presenza e di conseguenza l’assorbimento di alcune vitamine definite liposolubili (si sciolgono in presenza di grassi), in particolare il consumo di pesce aumenta l’assunzione di vitamina A e vitamina D. Quest’ultima favorisce l’assorbimento del calcio e i processi di mineralizzazione ossea. Il pesce è anche un’ottima fonte di sali minerali, in particolare contiene fosforo, calcio e potassio, utili per le ossa, per il fegato e per il sistema nervoso centrale.

Il consumo di pesce, consigliato almeno 3 volte a settimana, dona al nostro organismo una serie di benefici, per esempio per la vista, grazie alla presenza di omega 3 che prevengono dall’insorgenza della degenerazione maculare senile (malattia degenerativa della vista). Come già accennato il consumo di pesce è importante per ridurre i rischi cardiovascolari e proteggere le arterie. E’ importante per ridurre il colesterolo LDL e prevenire l’insorgenza di ipercolesterolemia e durante la gravidanza favorisce lo sviluppo del sistema nervoso centrale del nascituro.

Metodi di cottura sani

Per ogni qualità di pesce, magro o grasso, fresco o surgelato, esistono dei metodi di cottura e conservazione che mantengono intatti i valori nutritivi presenti nell’alimento. La carne del pesce è generalmente povera di tessuto connettivo, perciò la cottura prolungata del pesce può sfaldare e disgregare le fibre muscolari modificando i valori nutritivi del prodotto. E’ opportuno quindi utilizzare metodi di cottura che prevedano tempi brevi e temperature non particolarmente alte. E’ importante sottolineare che il metodo di cottura dipende dalla quantità di grassi presenti nel pesce.

Per i pesci grassi come il salmone, i metodi di cottura consigliabili sono quelli a calore secco come la cottura arrosto o alla griglia, in modo da allontanare il grasso ma mantenere il prodotto succoso e morbido; puoi prendere ispirazione dal Pavè di salmone marinato – Picard. Mentre per i pesci magri come l’orata o il branzino, i metodi di cottura consigliati sono quelli che prevedono la cottura a calore umido, come il vapore, la cottura in acqua o in brodo, che consentono al pesce di mantenere una certa succulenza nelle carni; una buona soluzione può essere l ‘ Orata con patate, pomodori e peperoni – Picard.

Il pesce in generale richiede un tempo di cottura breve che consente di evitare l’indurimento della carne, riducendo il tempo di coagulazione delle proteine e rendendo il prodotto più digeribile.

Cottura al microonde

La cottura al microonde spesso viene sottovalutata, molte persone sono restie all’utilizzo di questo speciale forno, poiché credono che una cottura con questo metodo possa ridurre il valore nutritivo delle pietanze. Tutto ciò però non è vero, in quanto il forno a microonde non riduce il valore nutrizionale più di quanto non lo faccia una “normale” cottura, anzi può addirittura mantenere un numero maggiore di vitamine e minerali, dato che le pietanze cuociono più velocemente e senza aggiunta di acqua. Il pesce si presta bene alla cottura al microonde, soprattutto quelli che contengono elevati livelli di omega 3 come il pesce spada, il salmone, lo sgombro, l’orata, in quanto non vengono intaccati gli acidi grassi polinsaturi che invece rimangono intatti.

Per molti dei nostri prodotti consigliamo la cottura a microonde in quanto riteniamo che sia la migliore per mantenere tutto il gusto delle ricette proposte, oltre ad essere veloce, facile e alla portata di tutti.  Molti dei nostri prodotti so no venduti in una comoda vaschetta adatta per la cottura in microonde, per gli altri consigliamo di utilizzare un piatto adatto. Scoprite la nostra varietà di pietanze, pronte per essere consumate, eccone alcuni esempi:

La gamma di prodotti continua con altre proposte di pesce, ma anche verdure, legumi e monoporzioni, tutte da cuocere al microonde e in pochi minuti, senza perdere la bontà o la salubrità del prodotto.


 

Vi aspetto la prossima settimana con una nuova ricetta tutta da provare.

La vostra nutrizionista preferita

 

 

 

 

 

 

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Il consumo giornaliero di frutta  e verdura è indispensabile per poter garantire l’assunzione di sostanze importanti come fibre, vitamine e acqua. Studi recenti però hanno dimostrato che all’interno di prodotti vegetali sono presenti anche delle sostanze chiamate: phytochemicals (termine anglosassone che indica le fitoalassine, sostanze di origine vegetale prodotte per difendersi dai parassiti). Queste sostanze donano alla frutta e alla verdura colori vivaci e invitanti e sono fondamentali per la nostra salute, perché svolgono un’azione protettiva sulle cellule e di conseguenza su diversi sistemi e apparati del nostro organismo.

Ciascun frutto e/o ortaggio ha una sua composizione caratteristica, perciò soltanto mangiandone differenti tipi si riesce a fornire al nostro organismo un insieme di sostanze in grado di soddisfare tutte le necessità. Non è importante focalizzarsi solo sulla quantità ma soprattutto sulla qualità degli alimenti scelti. Negli ultimi anni diversi studi hanno dimostrato che le proprietà salutistiche della frutta e verdura dipendono soprattutto dalla presenza di alcune sostanze: polifenoli e flavonoidi, chiamati antiossidanti.

Per dare al nostro organismo la giusta protezione è consigliabile il consumo di 5 porzioni tra frutta e verdura, così suddivise: 3 di frutta e 2 di verdura; con questa abitudine e con uno stile di vita attivo si riesce a mantenere un benessere globale, riducendo di un terzo il rischio di tumori e malattie cardiovascolari. Tra i vantaggi di consumare frutta e verdura ogni giorno c’è anche il loro basso carico calorico, in quanto l’ingrediente più importante e presente è l’ acqua. Inoltre l’elevata presenza di fibra vegetale, favorisce un rallentamento dello svuotamento gastrico con un aumento del senso di sazietà e un miglioramento della funzionalità e motilità intestinale.

Questi antiossidanti donano alla frutta e alla verdura i colori vivaci che vediamo e possono essere raggruppati in 5 gruppi: rosso, verde, bianco, giallo/arancio e blu/viola. Ogni colore corrisponde a sostanze specifiche ad azione protettiva, per cui solo variando nell’arco della giornata il consumo di frutta e verdura potremmo coprire tutti i fabbisogni dell’organismo.

GIALLO/ARANCIONE

Questa colorazione è dovuta alle elevate quantità di betacarotene, una sostanza appartenente alla famiglia dei carotenoidi, che il nostro organismo converte in vitamina A, fondamentale per numerose funzioni dell’organismo. La vitamina A, infatti, contribuisce al normale metabolismo del ferro e al mantenimento della pelle, della capacità visiva e della funzione del sistema immunitario nella normalità. E’ una vitamina liposolubile (cioè si scioglie e viene maggiormente assorbita a contatto con alimenti grassi, come per esempio l’olio extravergine d’oliva). Secondo gli esperti, gli alimenti ricchi di carotenoidi possono ridurre il rischio di cancro e patologie cardiache, oltre che migliorare le funzioni del sistema immunitario. Gli alimenti di origine vegetale (frutta e verdura), contengono un’ottima fonte di vitamina A e carotenoidi, ma l’alimento naturalmente più ricco in vitamina A è il fegato sia degli animali terrestri che marini, un discreto apporto è dato anche dalle uova e dal latte e derivati ma non scremati, in quanto questa vitamina ha bisogno della parte grassa per potersi legare ed essere assorbita a livello intestinale.

La vitamina A, essendo una vitamina di tipo liposolubile è mediamente più termostabile, cioè resiste maggiormente alle alte temperature. Per conservare meglio gli alimenti e di conseguenza le vitamine, la surgelazione e il congelamento sono i metodi migliori, in quanto i cristalli d’acqua e di ghiaccio bloccano i processi di degradazione dei nutrienti, mantenendo intatto il prodotto e i suoi valori nutrizionali.

Gli agrumi di colore giallo o arancio sono ricchi di vitamina C e acido folico, considerato fondamentale durante la gravidanza per il corretto sviluppo del nascituro, ma anche nelle malattie neurodegenerative (come l’Alzheimer o la SLA). In generale il beta-carotene è un potente antiossidante che viene assorbito con i grassi e se assunto con gli alimenti non procura sovradosaggio, come può invece verificarsi nel caso di un eccessivo uso di integratori.

il beta carotene riveste sicuramente la maggior importanza nutrizionale, in quanto:

  • vanta proprietà antiossidanti, contrastando l’insorgere dei radicali liberi e l’invecchiamento cellulare;

 

  • è la fonte principale di vitamina A per i vegetariani: in caso di necessità, il beta carotene viene convertito dall’organismo in vitamina A, coinvolta in funzioni biologiche molto importanti (per esempio la sintesi di glicoproteine)

 

  • è convertito in retinolo (indispensabile per la vista), che a sua volta viene convertito in acido retinoico essenziale per la crescita ed il differenziamento delle cellule;

 

Il dosaggio di beta carotene che viene generalmente raccomandato varia dai 15 ai 20 mg circa al giorno.

Dove trovare i carotenoidi:

Albicocca, Ananas, Arancia, Carota, Clementina, Kaki, Limone, Mandarino, Mango, Melone, Nespola, Papaya, Patate dolci, Peperone, Pesca, Pesca nettarina, Pompelmo, Zucca.


Alla prossima settimana amici di Picard.

La vostra nutrizionista preferita.

 

 

 

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L’Italia da sempre è considerata la patria dell’alimentazione sana e della buona cucina: non è un caso che Ancel Keys decise di venire in Italia, e in particolare nel sud della penisola, per studiare gli effetti dell’alimentazione sul sistema cardiocircolatorio e metabolico, definendo l’Italia come la terra della Dieta Mediterranea. Come abbiamo detto in numerosi altri articoli la dieta mediterranea è uno stile alimentare completo, in cui ciò che conta sono le quantità e la frequenza con cui si consumano gli alimenti, ma non viene escluso nessun alimento/nutriente.

Eppure sono sempre di più gli italiani che scelgono un regime alimentare a ridotto apporto di proteine animali (vegetariani) o addirittura ad esclusione completa (vegani). Il nostro articolo di oggi è dedicato all’alimentazione vegana, vantaggi e svantaggi di un regime alimentare molto particolare.

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La caratteristica principale della dieta vegana è l’esclusione completa di tutte le proteine di origine animale, che ricordiamo essere latte e derivati, uova, carne rossa e bianca, pesce e crostacei , mantenendo e aumentando il consumo di proteine vegetali, legumi, cereali e frutta secca.

Tre sono i motivi principali per cui si sceglie l’alimentazione vegana:

  • Motivi religiosi: alcune religioni/filosofie abborrono completamente il consumo di proteine animali.

 

  • Motivi etici: il rispetto di tutti gli esseri viventi compresi gli animali.

 

  • Motivi salutistici: escludendo i prodotti di origine animale si riduce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, dislipidemie, iperuricemia e malattie metaboliche.

 

Negli ultimi anni sono stati svolti studi scientifici epidemiologici sull’impatto della dieta vegetariana nello sviluppo di alcune malattie, creando così un vero e proprio stile alimentare, con tanto di piramide alimentare specifica creata dal medico statunitense Mc Dougall che, insieme a Mark e Virginia Messina, sostiene questo regime salutistico, affermando che si può abbassare il rischio cardiovascolare riducendo il consumo di grassi e proteine animali. Un regime alimentare a base vegana sia a breve che a lungo termine comporta una carenza in micronutrienti importante, spesso ristabilita con l’integrazione farmacologica; in particolare risultano carenze di: cobalamina (Vit.B12), di calciferolo (Vit.D), acidi grassi essenziali (omega 3 e omega 6), calcio, zinco, ferro.

La dieta vegana va benissimo per un fisico adulto, ma per me non è consigliabile in alcuni momenti della vita come infanzia, adolescenza, gravidanza e allattamento in quanto le richieste di alcuni micronutrienti come il ferro, il calcio, le vitamine (gruppo B, acido folico) aumentano.

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E’ importante, prima di intraprendere un regime alimentare così restrittivo, contattare uno specialista che riuscirà a dare le informazioni necessarie per affrontare serenamente e senza rischi il cambiamento. Sarà utile comprendere cosa scegliere, con cosa abbinarlo, con quale frequenza consumarlo e quale marchi di prodotti prediligere. Negli ultimi anni, con l’aumento della richiesta in ambito vegano, anche le aziende si sono attrezzate per rispondere ad un consumatore così esigente, creando nuove ricette e nuovi prodotti. Picard oltre ad offrire una vasta gamma di prodotti vegetali assolutamente conformi con la filosofia vegana (realizzati con ingredienti vegetali, senza grassi animali, solo olio extravergine d’oliva e senza conservanti e/o coloranti) ha da poco inserito una linea vegana, che comprende attualmente quattro prodotti tra cui un buonissimo minestrone, fatto di verdure fresche e legumi, da consumare previa riscaldamento al microonde oppure anche freddo, e un secondo prodotto, una zuppa di farro-orzo e seitan adatto alle esigenze di chi segue un regime vegano, in quanto sono presenti cereali, proteine di origine vegetali e olio extravergine d’oliva.

Picard non dimentica della voglia di dolcezza e propone una linea di prodotti, in particolare gelati e semifreddi ad hoc per i vegetariani e i vegani, 100% vegetale.

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L’alimentazione vegana non è assolutamente una limitazione, ma dev’essere seguita con consapevolezza e valutando tutti i rischi che comporta, facendosi seguire ed evitare di incorrere in carenze gravi.


Alla prossima settimana con un’altra pillola di salute.

La vostra nutrizionista preferita

 

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-“Cosa ti aspetti dalle vacanze di Natale?”

-“Tre chili in più.”

Panettoni, pandori, torroncini, dolci e altre mille buone tentazioni; il periodo Natalizio, è il periodo più bello dell’anno, dove luci, colori, suoni, odori e sapori rimandano al meraviglioso mondo di elfi, ghirlande e regali, ma è anche il periodo dell’anno in cui si mangia di più, in cui la parola d’ordine è “convivialità“, cene, aperitivi, brunch ma anche tombolate, partite a carte, chiacchiere e inevitabilmente si è tentati a stuzzicare qualcosa, quindi giorno dopo giorno le calorie aumentano e trasformandosi in chili di troppo. Come ritornare in forma dopo le feste?

E’ inutile e poco salutare optare per i digiuni prolungati o i pasti saltati, anzi è deleterio. E’ opportuno continuare a fare regolarmente i 5 pasti al giorno consigliati, ma modificare la quota di grassi e carboidrati da assumere, cercando di bilanciare il più possibile con proteine e prodotti vegetali

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Ciò che aumenta le calorie durante i pasti natalizi, sono per lo più gli aperitivi e i dolci, che fanno parte dei pranzi e delle cene delle festività, ma che in generale non appartengono alla nostra alimentazione quotidiana. Un consiglio iniziale, è: eliminare completamente cibi e bevande non importanti alla nostra alimentazione giornaliera (stuzzichini salati, bevande alcoliche e zuccherine, e dolci).

La parola d’ordine del dopo festa è: disintossicazione. Vediamo qualche semplice regola:

  • Non digiunare o saltare i pasti;
  • Fare sempre un’abbondante colazione;
  • Aumentare la quota di frutta e verdura;
  • Eliminare l’assunzione di alcol;
  • Aumentare l’idratazione (acqua e tisane);
  • Fare attività fisica e sport;
  • Scegliere metodi di cottura alternativi, salutari ma altrettanto gustosi; 

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1. Non digiunare o saltare i pasti. 

Il mito del “non mangiare per dimagrire” va assolutamente sfatato. Non è vero, che meno si mangia e più si dimagrisce anzi, è scientificamente provato l’esatto contrario, meno si mangia e più si ingrassa, perchè il nostro organismo accumula tessuto adiposo durante i periodi di “grassa” , ma durante i periodi di “magra”, non consuma grassi, anzi li trattiene, ma consuma zuccheri e proteine, favorendo così la riduzione del tessuto muscolare. E’ giusto dopo le feste, ridurre la quota calorica, ma mantenendo sempre costanti le basi della nutrizione.

2. Fare sempre un’abbondante colazione.  

Nonostante ci si senta appesantiti, non fare colazione la mattina, rallenta il metabolismo, riducendo l’utilizzo da parte delle cellule, del tessuto adiposo come fonte energetica. E’ opportuno saper scegliere cosa assumere, eliminando i dolci avanzati durante le feste, panettoni, pandori e torroni. Scegliere piuttosto colazioni più semplici e delicate, dal pane con la marmellata, allo yogurt con la frutta, al latte con i cereali, cercando di mantenere costanti le porzioni e le quantità

3. Aumentare la quota di verdure e frutta.

Come abbiamo già detto negli articoli precedenti, il consumo di frutta e verdura giornaliero è essenziale, non solo perchè hanno proprietà salutari importanti, ma perché essendo ricchi di fibra aumentano il senso di sazietà, preparano lo stomaco all’arrivo dei pasti successivi e contengono poche calorie. Seguire un piano disintossicante nel dopo festa, e non consumare frutta e verdura è impossibile, sono proprio questi gli alimenti che favoriscono l’idratazione cellulare, l’assunzione di fibra, l’assunzione di vitamine e sali minerali ed eliminano i liquidi in eccesso. Ricordate 3 porzioni di frutta e 2 di verdure/ortaggi, le modalità di cottura non sono importanti purchè il condimento venga messo alla fine e a crudo, quindi, al vapore, in padella, bollite, al forno ecc…

4. Eliminare l’assunzione di alcol.

Le bevande alcoliche, gli aperitivi o i superalcolici, sono calorie in eccesso e superflue, che aumentano solo la quota di zuccheri giornaliera. Infatti le calorie contenute nell’alcol, vengono definite calorie vuote, a causa della loro completa essenza di nutrienti e il loro non utilizzo da parte delle cellule. Continuare ad assumere alcol dopo le feste, significa aumentare la quota calorica aumentando così gli zuccheri e favorendo la formazione del tessuto adiposo. E’ possibile bere mezzo bicchiere di vino rosso ogni tanto, durante i pasti, ma non deve diventare un’abitudine, almeno durante il periodo di disintossicazione.

5. Aumentare l’idratazione (acqua, te e tisane).

Nel post feste, facendo i conti con la bilancia, ci spaventiamo dei chili presi. Spesso però sono solo liquidi non eliminati che creano gonfiore e ritenzione idrica, aumentando quindi l’ago della bilancia  e la nostra paura di non perdere più i chiletti presi. In realtà è abbastanza semplice “sgonfiarsi”, basta assumere ogni giorno 2 litri e più di liquidi tra tisane, te e acque depurative, per non parlare della quota di “acqua da mangiare” che deriva dalle verdure, minestroni e zuppe.

6. Fare attività fisica e sport.

Consiglio scontato ma sempre utilissimo, se ci si vuole veramente mettere in forma, è necessario l’aiuto del movimento, dell’attività fisica e di una buona motivazione per farlo. Svolgere regolarmente almeno 30/45 min. di attività fisica al giorno, favorisce il consumo calorico, la riduzione dei grassi, aumenta il metabolismo energetico e ha effetti positivi anche sull’asse dell’umore producendo ormoni che vanno agire sulla serotonina (ormone della felicità).


Faccio ancora in tempo ad augurarvi Buon 2017!!!

Alla prossima

La vostra nutrizionista preferita

 

 

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« …il nostro più che un popolo è una collezione. Ma quando scocca l’ora del pranzo, seduti davanti a un piatto di spaghetti, gli abitanti della Penisola si riconoscono italiani… Neanche il servizio militare, neanche il suffragio universale (non parliamo del dovere fiscale) esercitano un uguale potere unificante. L’unità d’Italia, sognata dai padri del Risorgimento, oggi si chiama pastasciutta »

(C. Marchi, Quando siamo a tavola, Rizzoli, 1990)

 

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La pasta: piatto simbolo della tradizione culinaria italiana. Semola di grano duro, acqua, sale e il gioco è fatto. Liberate la fantasia.

Le origini della pasta sono molto antiche, il vocabolo latino “pasta”, deriva dal temine păsta(m) dal sinonimo greco πάστα (pàsta-ein), con significato “farina con salsa o condimento”, derivante a sua volta dal verbo “pássein” cioè impastare.

La pasta è considerata dagli italiani, oltre che un alimento, un elemento di unione e condivisione in tutta la penisola: è parte integrante della vita, della cultura popolare (semplice ma tradizionale) degli italiani, non solo della loro cucina ma della loro stessa essenza, da sempre. Gli ambienti, i fenomeni e le atmosfere che girano e si creano intorno ad un piatto di pasta, entreranno nell’immaginario collettivo riguardante l’italiano medio in tutta Europa, prima nella letteratura e nella musica durante il medioevo, poi nell’opera e nel teatro del periodo rinascimentale, ed infine nel cinema, offrendo lo spunto per molti capolavori di fama internazionale, che sono da sempre parte dell’italianità.

La pasta alimentare conforme alla legge e alle tradizioni locali è un alimento tipico italiano nelle sue varianti locali, regionali ed artigianali, salvaguardato e protetto dalle contraffazioni dal Governo Italiano e dalla CEE. Per “pasta” si intende l’alimento prodotto solo di acqua, semola/semolato di grano duro e sale; ovviamente le ricette sono varie e ogni regione, ogni città ha una ricetta tipica inserita nella categoria “paste speciali” come la pasta all’uovo, la pasta fresca, la pasta di Gragnano, ecc…

pasta_fresca

La pasta è considerata da molti come un alimento ipercalorico, per cui è  escluso da molte diete giornaliere, ma in realtà i pochi ingredienti che la compongono fanno sì che la pasta rappresenti un piatto con un apporto ottimo di carboidrati, proteine e pochi grassi. Come abbiamo già accennato negli articoli precedenti, il sovrappeso/obesità sono malattie derivanti dalle porzioni elevate e dall’aumento della sedentarietà e non dal singolo alimento consumato.

La pasta, soprattutto quella integrale, rappresenta uno degli alimenti più importanti della dieta mediterranea con una buona quota di calorie giornaliere derivante dai carboidrati complessi. La pasta può essere considerata un’ottima alleata della dieta, infatti possiede un grande potere saziante che ci spinge a mangiare di meno, ovviamente tenendo conto di due fattori: condimento e porzione. Un piatto di pasta condito con pomodoro semplice e olio extravergine d’oliva conterrà meno calorie (derivanti dai grassi) rispetto ad una pasta condita con panna e prosciutto, non per questo però si deve rinunciare al gusto, ma è necessario saper rispettare le porzioni. Una porzione media di pasta va da 80 a 100g  a seconda comunque dall’età, del sesso e dello stile di vita del soggetto.

pasta_pomodoro

Da un certo punto di vista la pasta può essere considerata come un’ottima soluzione contro lo stress e l’umore basso, in quanto essendo ricchissima di carboidrati complessi  rilascia glucosio che stimola la produzione della serotonina (ormone della felicità) che va ad agire direttamente sul sistema nervoso centrale, influendo positivamente sull’umore. Inoltre la pasta contiene vitamine del gruppo B, in particolare B1 che è fondamentale per la funzionalità del sistema nervoso. La pasta, essendo un alimento facilmente digeribile, riesce a fornire energia immediata, utile soprattutto in caso di attività sportive.

E’ un ottimo alimento anche per i soggetti diabetici, in quanto ha un basso indice glicemico, evita quindi le fluttuazioni della glicemia, in particolare se è integrale e condita con verdure o legumi. Il rilascio dello zucchero è più lento e prolungato, con un maggiore senso di sazietà e un rallentato innalzamento della glicemia nel sangue.

I valori nutrizionali della pasta variano a seconda della ricetta e della tipologia, ma in generale possiamo dire che essa possiede fino all’11/12% di proteine, finanche al 75% di amido, massimo l’1% di grassi. Contiene vitamine del gruppo B e presenta una grande abbondanza di sali minerali fra i quali spicca il potassio.

pasta_spadellata

Le varianti sono tante sia nella ricetta che nel formato, Picard vi propone le nuove paste ripiene 100% italiane, con ingredienti genuini, di qualità e rigidamente controllati.

Le paste ripiene di Picard: ravioloni ricotta e spinaci, ravioloni al brasato e tortellini al prosciutto crudo.

ravioli

Essendo paste ripiene da un punto di vista nutrizionale e calorico, sono considerati come pasto unico e completo, in quanto sono presenti tutti i macronutrienti: carboidrati, proteine e grassi. E’ importante stare attenti al tipo di condimento con cui verranno servite le paste ripiene, in quanto ingredienti come panna, burro, pancetta ecc, aumentano di molto il potere calorico del piatto favorendo l’aumento del tessuto adiposo, ad esempio:

  • una porzione da 150g di ravioloni ricotta e spinaci in bianco, con olio extravergine d’oliva e parmigiano contiene circa 350kcal;
  • una porzione da 150g di tortellini al prosciutto crudo in brodo vegetale e parmigiano contiene circa 330kcal;
  • una porzione da 150g di ravioloni al brasato con il pomodoro semplice e basilico contiene circa 380kcal;

Come abbiamo già detto, le paste ripiene rappresentano un unico piatto (primo e secondo), per completare il pasto inserire un’abbondante porzione di verdure o ortaggi crudi o cotti a scelta con un cucchiaio di olio extravergine d’oliva e un frutto di stagione a scelta.

pasta_ravioli


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Sta arrivando il freddo, cosa c’è di più bello del tornare a casa e godersi una buonissima e caldissima tisana alle erbe e miele, ma quale scegliere? Rilassante, drenante, digestiva ecc… le erbe da infusi hanno tante proprietà, utili per migliorare le nostre condizioni fisiche e psichiche.

Scopriamo insieme quali sono le piante officinali più utili e i loro benefici.

In passato era fondamentale conoscere le erbe e le proprietà per la medicina antica, in quanto corrispondeva all’unica terapia possibile per la cura di alcune malattie. Nel tempo, vennero chiamate “officinali” tutte le piante e le erbe, usate nelle officine (laboratori farmaceutici) per la realizzazione di preparazioni, infusi, decotti, oli, profumi e la loro stessa conservazione. erbe_officinali_tisanaOggi le erbe e le pianti officinali sono utilizzate per migliorare la salute e il benessere di uomini e donne grazie ai loro principi attivi; esse possono essere usate così come sono in cucina, come spezie per aromatizzare alimenti, nella preparazione di tisane, infusi e decotti, oppure lavorate con preparazioni chimiche e fisiche, come i liquori, integratori alimentari, cosmetici, prodotti d’igiene e farmaci.

Le piante officinali non sono da confondere con le piante medicinali, quest’ultime non presentano delle componenti o sostanze utilizzabili a scopo terapeutico bensì gli stessi organi delle piante (foglie, gambi e organi interni) presentano i principi attivi a scopo terapeutico.

Diverse sono anche le piante aromatiche, piante contenenti sostanze dagli odori gradevoli (aromi), ricche di oli essenziali, utilizzare per lo più in cucina, in cosmesi e igiene.

Per ogni erba o piante officinale, la parte utilizzata (foglie, semi, radici ecc…) è chiamata “droga”, ed è proprio quest’ultima che contiene il fitocomplesso (principio attivo) che conferirà al prodotto finale uno specifico effetto e/o proprietà.

Non è possibile descrivere tutte le erbe e le piante aromatiche, faremo qualche esempio:

tisana_camomilla

  • Camomilla, nota anche come Matricaria chamomilla, è una pianta particolarmente aromatica derivante dai piccoli e dorati fiori che contengono un principio attivo chiamato azulene, un mix di sostanze (per lo più acidi) come l’acido salicitico, oleico, stearico, che conferiscono la gradevole sensazione di relax e benessere. E’ famosa per le sue proprietà antifiammatorie, ed è nota per essere uno dei più efficaci rimedi calmanti sia a livello muscolare che neuologico, grazie a particolari flavonoidi (antiossidanti) presenti all’interno delle foglie.

 

Prova la nostra tisana rilassante a base di camomilla

tisana_achillea

  • Achillea, il suo nome trae origine dalla guerra di Troia, si narra infatti che il giovane Achille curasse le sue ferite utilizzando alcune parti di questa pianta. Una delle caratteristiche più importanti è la cicatrizzazione, ma viene associata spesso alla camomilla per il suo effetto mio-rilassante sulla mucosa gastrica. Ha proprietà antinfiammatorie e antispasmodiche, per cui è l’ideale per alleviare disturbi gastroenterici e dolori mestruali.

tisana_equiseto

  • Equiseto, detto anche coda cavallina ma in passato aveva la fama di “carta vetrata naturale” per la sua capacità abrasiva che artigiani e falegnami utilizzavano per levigare il legno o il metallo. Fa parte di una famiglia di piante tossiche (è l’unica di uso interno), contenenti alcaloidi e alcune tracce di nicotina, infatti l’uso “fai da te” è sconsigliato. E’ famosissima, questa pianta, per i suoi effetti diuretici, ma anche per le proprietà antinfiammatorie, antibatteriche, antimicrobiche e antiossidanti.

tisana_lavanda

  • Lavanda, pianta nota a tutti, con i suoi meravigliosi fiori lilla, il suo nome letteralmente significa “che dev’essere lavato” e fa riferimento all’uso che le popolazioni antiche ne facevano per detergere il corpo. E’ una pianta dall’aroma e dall’odore molto particolare e forte, spesso viene usata per la realizzazione di bustine, sacchettini per armadi, saponi, candele profumate, ma viene usata spesso in fitoterapia, in quanto i fiori di lavanda sono ricchi in principi attivi che li rendono sedativi e calmanti per il sistema nervoso da utilizzare in caso di ansia, nervosismo, mal di testa, stress e insonnia. Ha anche un’azione balsamica sulle vie respiratorie ed è consigliato in caso di tosse, raffreddore e influenza.

tisana_zenzero

  • Zenzero, ben noto anche come Ginger, la parte utilizzata è la “radice” che in realtà ha un nome specifico, il rizoma, ricco in oli essenziali e antiossidanti; il suo sapore “piccante” si deve alla presenza di una sostanza chiamata shogaoli. Negli ultimi anni gli studiosi stanno lavorando sugli effetti che l’assunzione di questa pianta può avere sull’abbassamento del colesterolo; inoltre è stato già confermato l’effetto sull’apparato gastroenterico, come antinausea e antiemetico.

Prova la nostra tisana zenzero e limone

tisana_melissa

  • Melissa, è la pianta officinale per eccellenza, il suo nome antico è infatti Melissa officinalis, presenta numerose caratteristiche benefiche e proprietà salutistiche, il suo impiego è vario, le sue foglie fresche insaporiscono insalate, minestre, carni e i fiori essiccati vengono trasformati in decotti e infusi. Le proprietà antispasmodiche e antinfiammatorie sono le più note ma la rendono un ottimo rimedio in caso di dolori mestruali, nevralgie, disturbi della digestione, nausea, flatulenza, crampi addominali e colite.

 


Esistono tantissime piante officinali, è importante però prima di farne uso, conoscerle bene, o recarsi in apposite erboristerie o erbolari, in modo da poter rispondere esattamente alle vostre esigenze.

Per i tuoi momenti di relax scopri la nostra linea di tisane e te (http://www.picard.it/categoria-prodotto/trovi-anche/).


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P: “Dottoressa io legumi d’estate non riesco proprio a mangiarli”

N: “Ha provato con l’insalata di fagioli cannellini, cipolla rossa e tonno, oppure con l’insalata di fagiolini, zucchine e patate… Signora, ci sono tantissime ricette buone, sane e genuine che si possono fare con i legumi, è disposta a provare?”

P: “Mi fido di lei…proviamo”

N: “Perfetto, nel piano allora inseriamo anche piatti freddi a base di legumi… la zuppa fredda di farro e legumi… potrebbe essere un’ottima alternativa alla pasta fredda o all’insalata di riso… un mestolo di zuppa e un piatto di verdure crude o cotte a scelta, un frutto di stagione… e il suo pasto è completo.”


I legumi (piselli, lenticchie, ceci, fagioli ecc…) sono considerati alimenti prettamente invernali, perché nella tradizione culinaria italiana il piatto più consumato e più preparato è la pasta e fagioli, cotta nel tegame sul fuoco del camino. Tutte situazioni che ci rimandano all’inverno, al freddo e alla voglia di un piatto caldo.

Ma perché rinunciare al gusto di un bel piatto di lenticchie anche quando fa caldo… scopriamo insieme come poterli consumare anche d’estate.

Picard vi propone la zuppa di farro, legumi e verdure.

 

Ricetta molto semplice, dal gusto eccezionale e dalle proprietà nutrizionali ottime. Gli ingredienti presenti nella ricetta sono ben bilanciati e da un punto di vista dietetico rendono il piatto completo di tutto.

zuppa-farro-fredda

Il farro è un cereale e rappresenta la nostra fonte di carboidrati, i fagioli borlotti sono legumi e rappresentano la nostra fonte proteica, l’olio extravergine d’oliva è un grasso e rappresenta la nostra fonte lipidica, inoltre sono presenti verdure e ortaggi che completano il piatto con vitamine e sali minerali, in più le spezie, come il pepe e la curcuma, riducono la presenza e l’assunzione di sale migliorando il gusto del piatto.

Il farro, rappresenta il più antico tipo di frumento coltivato, utilizzato dall’uomo come base della propria alimentazione fin dal neolitico. Esistono tre forme diverse di farro:

  • piccolo o farro monococco (monococco)
  • medio o farro dicocco (dicoccum)
  • grande o farro spelta (spelta)

 

Il più usato è il farro medio – dicocco, chiamato comunemente farro. La sua coltivazione  è andata via via riducendosi nel corso dei secoli ed è stata sostituita dal grano (frumento), sia tenero che duro, che discendono rispettivamente dal farro grande e dal farro medio. Da un punto di vista nutrizionale è un cereale da riscoprire in quanto poco trattato e raffinato che contiene e mantiene tutte le caratteristiche originarie del prodotto.farro

Rispetto agli altri cereali, il farro contiene una percentuale proteica maggiore, è ricco di vitamine e sali minerali, ma è povero di grassi. Il farro integrale ( che presenta tutta la parte esterna, crusca e cruschello), rispetto al farro perlato, è inoltre ricco di fibre che favoriscono il transito intestinale, proteggono la salute dell’apparato gastroenterico, contribuendo all’eliminazione delle scorie.

Tra i sali minerali maggiormente presenti nel farro troviamo il fosforo, il magnesio e il potassio, mentre le vitamine le più presenti sono la vitamina A, la B2 e B3Il farro presenta diversi benefici: oltre a migliorare la salute dell’intestino, grazie al contenuto di niacina, contribuisce ad abbassare il colesterolo LDL, proteggendo i vasi dal rischio cardiovascolare e presenta un indice glicemico basso prevenendo il rischio metabolico (diabete di tipo II – obesità – iperinsulinemia).

Come anche il grano, il farro contiene glutine, per cui non può essere assunto dai soggetti celiaci; chi invece è allergico alle proteine del grano potrebbe invece tollerare le proteine del farro che risultano maggiormente digeribili; si tratta comunque di un aspetto da valutare con attenzione a seconda delle problematiche di salute individuale. Il consumo di farro è sconsigliato ai soggetti con coliti croniche o malattie intestinali gravi come i diverticoli e il morbo di Crhon, in quanto l’elevata quantità di fibra potrebbe irritare maggiormente l’intestino.

Il farro è un ingrediente che si presta bene a numerose ricette estive e invernali, dalle insalate alle zuppe, inoltre presenta una buona quota di glutine e di carboidrati complessi che lo rendono idoneo anche alla panificazione e alla lievitazione, per cui è un’ottima base per pizze e focacce.


fagioli-borlottiI fagioli borlotti sono legumi, grandi e dal colore scuro (marrone-rossiccio), hanno un sapore intenso e risultano particolarmente idonei per minestroni, zuppe e passati. I fagioli, come tutti i legumi, sono considerati alimenti poveri ma con numerose proprietà nutrizionali, sono un’ottima fonte proteica di tipo vegetale, sono proteine a medio valore biologico in quanto presentano solo una parte degli amminoacidi essenziali. Abbinandoli ai cereali, come la pasta, il riso o il pane, il piatto si completa e si può così sostituire la carne. Oltre alle proteine, i fagioli presentano numerosi sali minerali : potassio, fosforo, magnesio, calcio e sodio.

I fagioli borlotti hanno un contenuto di fibre molto alto per cui hanno un effetto lassativo, abbassano il colesterolo LDL, i trigliceridi e la glicemia e sono un ottimo alimento per i soggetti diabetici; inoltre la fibra dei fagioli riduce l’assorbimento degli zuccheri e ciò fa sì che questi ingredienti siano alla base delle diete dimagranti.


La tradizione culinaria italiana, in particolare quella centro-meridionale, ha alla base ricette “povere”, fatte di ingredienti della terra poco raffinati e poco trattati, ma con elevate caratteristiche nutrizionali: i cereali e i legumi (pasta e fagioli, riso e lenticchie, orzo e ceci ecc...).mini-graten-legumi

Questi ingredienti, insieme al pesce e all’olio extravergine d’oliva, sono alla base della vera dieta mediterranea e andrebbero consumati circa 4/5 volte a settimana, sotto forma di zuppe, minestroni, passati o piatti unici. Molti legumi si prestano anche ad altre ricette e modalità di preparazione, ad esempio i ceci: la farina viene usata per la preparazione delle panelle (ricetta tipica siciliana), oppure le lenticchie si usano per la preparazione dei burger vegetali  e molte ricette alternative per chi è vegetariano o vegano.

 

 


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La vostra nutrizionista Picard

 

 

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Il cibo che mangi può essere o la più sana e potente forma di medicina o la più lenta forma di veleno” (Ann Wigmore)

Vi è ormai un ampio accordo nel mondo scientifico sul fatto che le malattie cronico-degenerative (che costituiscono oggi la principale causa di malessere e di morte: si pensi al cancro, all’infarto miocardico, all’ictus cerebrale, alle patologie articolari, al diabete…) siano in rapporto con lo stile alimentare adottato dalle popolazioni industrializzate che risiedono nel cosiddetto mondo occidentale. In estrema sintesi potremmo così delineare le principali caratteristiche di questo modello nutrizionale:

  1. Eccesso calorico
  2. Carenza di fibre
  3. Eccesso di proteine e di grassi animali, di zucchero e di sale
  4. Presenza costante di additivi e di residui di coltivazione
  5. Cattive combinazioni
  6. Il “Fai da te”

 

1. Eccesso calorico

Un’alimentazione sana e salutare, per essere definita tale, deve tenere conto di numerosi fattori che influenzano, positivamente e negativamente, il nostro peso. In particolare è importante mantenere un equilibrio tra i macronutrienti (carboidrati – proteine e lipidi) e i micronutrienti (sali minerali e vitamine), il  fabbisogno calorico giornaliero e di conseguenza anche il suo dispendio: tra quante calorie vengono assunte con l’alimentazione e quante invece ne consumiamo con l’attività fisica. Il fabbisogno calorico giornaliero dipende da numerosi fattori, modificabili (lo stile di vita, l’attività fisica ecc…) e non modificabili (età,sesso…).

Eccesso-Calorico

Negli ultimi anni l’assunzione calorica è notevolmente aumentata, fino a superare di 50 volte il consumo, ciò comporta quindi un aumento del grasso corporeo, sia sotto forma di tessuto adiposo sottocutaneo sia di tessuto adiposo viscerale (che va a ricoprire gli organi interni). Quest’ultimo in particolare è rischioso per le malattie cardiovascolari e metaboliche in quanto altera, seppur in modo reversibile, le funzioni degli organi interni. Oltre all’aumento delle calorie in eccesso, vi è una diminuita attività fisica, uno stile di vita sedentario e poco attivo, che aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e metaboliche.

 

2. Carenza di fibre

La carenza di fibre alimentari è una delle maggiori cause di malnutrizione contemporanea dei paesi sviluppati. Nel nostro paese e in tutti quelli industrializzati, contrariamente a quanto si possa pensare, la malnutrizione esiste e costituisce un problema sanitario molto serio. Questo tipo di alimentazione è squilibrata, soprattutto per la carenza di fibre che comporta un aumento delle malattie intestinali, obesità, sovrappeso, malattie metaboliche e malattie oncologiche. Il consumo elevato di cibi spazzatura e grassi ma non nutrienti determina una carenza in fibre grezze e di conseguenza una maggiore esposizione alle patologie precedentemente elencate.

Alimenti-ricchi-di-fibre

La dose giornaliera raccomandata di fibra si aggira attorno ai 30g/die, facili da raggiungere consumando cereali integrali (pasta/riso/farro/orzo ecc…), più verdura, specie quella a foglia larga, più frutta, se con la buccia è meglio, e più legumi.

 

3. Eccesso di proteine e di grassi animali, di zuccheri e di sale

L’alimentazione del mondo industrializzato, non rispetta le frequenze alimentari, di conseguenza ci si ritrova spesso a consumare gli stessi alimenti, con un aumento in particolare di proteine e grassi. Inoltre spesso per perdere peso velocemente si seguono diete a ridotto contenuto di carboidrati e con un aumento delle proteine, che non hanno alcun effetto sulla nostra salute, se non quello di ridurre la nostra massa muscolare e alterare il nostro metabolismo. Questi alimenti proteici portano con se molti grassi, in particolare colesterolo e acidi grassi saturi dannosi per le malattie cardiovascolari e metaboliche.

Eccesso-proteine

La dose giornaliera raccomandata di sale rientra in un range tra 3-5g. Tutti gli alimenti che consumiamo, siano essi vegetali o animali, presentano già un contenuto notevole di sale, l’aggiunta di sale, che viene utilizzata per lo più per migliorare le qualità organolettiche del piatto, si unisce al sale già presente aumentando così la dose. La dose elevata di sale comporta un aumento della pressione arteriosa, un aumento della ritenzione idrica, un sovraccarico renale ed epatico. Il sale è un ingrediente “pericoloso” è opportuno cercare di sostituirlo con l’aggiunta nella pietanza di spezie ed erbe aromatiche, che insaporiscono il piatto e riducono l’aggiunta di sale.

Un altro problema molto grave, che riguarda per lo più la fascia pediatrica/adolescenziale, è l’eccesso di zuccheri semplici durante i pasti, che favoriscono l’aumento del tessuto adiposo e di conseguenza il rischio di sviluppare malattie metaboliche già in giovane età, come il sovrappeso, l’obesità ma anche il diabete di tipo II. Ciò comporta un rischio maggiore di sviluppare malattie cardiache in età adulta, come infarti del miocardio, arteriosclerosi, ictus ecc…

 

4. Presenza costante di additivi e di residui di contaminazione

Il mondo industrializzato, in corsa contro il tempo, sempre di fretta, ha poco tempo da dedicare alla cucina e alla preparazione dei pasti, per cui la grande distribuzione cercando di rispondere alle esigenze delle nuove generazioni, ha realizzato pietanze e alimenti a lunga conservazione, alimenti conservati ad atmosfera modificata, alimenti surgelati, pastorizzati, alimenti con presenza di additivi e conservanti chimici e non, che mantengono inalterate le componenti essenziali dell’alimento.

Additivi-alimentari

“Un additivo alimentare è una sostanza impiegata nell’industria alimentare durante la preparazione, lo stoccaggio e la preparazione di prodotti destinati all’alimentazione.” Sono suddivisi in tre grandi categorie:

  • Additivi che aiutano a mantenere la freschezza dell’alimento;

 

  • Additivi che migliorano le caratteristiche sensoriali del prodotto;

 

  • Additivi tecnologici che migliorano la lavorazione degli alimenti;

 

Tutti gli additivi a scopo alimentare, prima di essere inseriti in commercio, subiscono un lungo processo di valutazione della loro sicurezza. In Europa la valutazione viene effettuata dall’ EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare), quelli che risultano idonei e vengono autorizzati, sono indicati con la lettera E seguito da un numero a seconda della tipologia (aromi,addensanti, ecc.). Molti additivi sono naturali, sono gli stessi micronutrienti presenti negli alimenti ad esempio: la vitamina C, la vitamina B12, il licopene, il glutammato ecc; altri invece sono di sintesi chimica e quindi possono risultare cancerogeni.

In generale non si dovrebbe superare una certa dose di conservanti al giorno, considerando che molti di questi possono accumularsi nelle cellule creando a lungo andare problemi anche molto gravi, come sviluppo di tumori.

 

5. Cattive combinazioni

Uno degli aspetti fondamentali per uno stile di vita salutare è quello di massimizzare la capacità del nostro corpo di digerire nel modo migliore e di assimilare le sostanze nutritive.

Proteine-pesce-carne

Ad ogni pasto è necessario che siano presenti tutti i macronutrienti: carboidrati, proteine e lipidi; è importante fare attenzione alle combinazioni tra gli alimenti, molti di questi presentano un differente processo digestivo per cui si andrebbe incontro ad un rallentamento della digestione con difficoltà nell’assorbimento dei vari nutrienti. Ciò sarà responsabile di una serie di sintomi da mal digestione e malassorbimento (senso di pesantezza, eccessivo prolungamento della digestione, digestione parziale e fermentazione del cibo nell’intestino, assimilazione parziale dei nutrienti con difficoltà gastro-intestinali anche molto gravi – acidità, reflusso, stanchezza, meteorismo ecc…).

Tuttavia ci sono alimenti che possono essere consumati nello stesso pasto in quanto compatibili nella fase digestiva e favorevoli nell’assorbimento di molti nutrienti, ad esempio cereali e legumi.

Di seguito sono elencate alcune regole fondamentali per favorire i processi digestivi:

 

  • Evitare di associare tipi di proteine diverse (latte e carne, formaggio e uova, pesce e legumi)

 

  • Evitare di abbinare i carboidrati con la carne

 

  • Evitare di abbinare troppi carboidrati insieme tra complessi e semplici (pasta e frutta, pane e banane ecc…)

 

 

6. Il “Fai da te”

Nessun alimento deve essere escluso dalla nostra alimentazione: la regola di base è assumere poco ma ditutto, rispettando sia la qualità che la quantità delle porzioni. Sbagliatissimo, e purtroppo lo si fa spesso, è saltare completamente un pasto, oppure affidarsi ai prodotti “light”. Eppure sempre più spesso, ci si affida alle diete “fai da te” o al passaparola tra le amiche, convinte che basti togliere i carboidrati e i grassi per perdere peso.

Dieta-sbagliata

Vediamo gli errori più comuni:

 

  • Sottoporsi a diete monotematiche. Mettersi a dieta pensando di nutrirsi quasi esclusivamente con un solo alimento porta a squilibri dal punto di vista nutritivo. La famosa “dieta del minestrone”, ad esempio, comporta il rischio di carenza di ferro, poiché il ferro delle verdure è menofacile da assorbire rispetto al ferro della carne. Scegliere di mangiare solo mozzarella pensando che si tratti di un formaggio magro e leggero, è un altro errore molto frequente, infatti 125g di mozzarella contengono le stesse calorie di 60-70g di gorgonzola o di grana.
  • Saltare i pasti. Questo errore, molto frequente, produce l’effetto di arrivare ai pasti affamati, al punto da non rendersi conto di cosa e quanto si sta mangiando e non riuscire a provare un senso di sazietà. Anche se per questioni lavorative e di stile vita, spesso non si riesce a fare un pasto completo, specie a pranzo, è opportuno non saltare mai il pasto.Così come non andrebbero mai saltati gli spuntini (metà mattina e metà pomeriggio), essi aiutano a spezzare la giornata, a ridurre la fame e ad evitare di arrivare affamati ai pasti principali.
  • Utilizzo dei prodotti light. E’cresciuto in modo esponenziale, negli ultimi anni il mercato dei prodotti light, rispondendo così alle esigenze di un nutrito numero di consumatori, attenti alla linea e al peso. Sugli scaffali dei supermercato oramai troviamo tutti i prodotti in versione normo calorica e light, cioè a ridotto contenuto di grassi e zuccheri (latte, yogurt, mozzarelle, brioche, creakers ecc…). Il loro consumo però potrebbe essere un’arma a doppio taglio, in quanto, essendo a ridotto contenuto calorico, spesso si tende a consumarne di più raggiungendo comunque la quota di calorie uguali al prodotto normocalorico.
  • Sostituire i pasti con barrette o beveroni dietetici.  Errore molto comune soprattutto tra le donne, che, sperando di perdere i chiletti di troppo, si affidano a barrette – sostituisci pasto o a bevande proteiche. Questo errore è simile a “saltare il pasto” in quanto bere non sazia quanto masticare e questi preparati non danno un senso di sazietà tale da arrivare non affamati ai pasti principali. Inoltre questi alimenti sostitutivi dei pasti contengono un apporto proteico molto elevato e il consumo per lunghi periodi può risultare dannoso a livello muscolare e renale. Un ulteriore problema è l’aggiunta di additivi, conservanti, coloranti e dolcificanti artificiali, che come abbiamo visto nel punto n.4, presentano diverse controindicazioni.
  • Pretendere di perdere molti chili in pochi giorni. Le diete “rigidissime”, da fame, consentono di ottenere in fretta il risultato voluto, a discapito della salute e del mantenimento dello stesso risultato. Il peso dev’essere perso in modo graduale, imparando a mangiare, ad abbinare gli alimenti e a capire le giuste quantità. Solo in questo modo si evita di riprendere, e anche raddoppiare i chili persi.

 


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Questa volta Picard ha pensato ai più piccolini, con un menù divertente, genuino e nutriente, dalla colazione alla cena, per soddisfare le esigenze dei nostri bambini.

Colazione:

Gaufres-Frutti-di-Bosco

Spuntino:

  • Animaletti di frutta

Animali-di-frutta

Pranzo:

Pasta-al-pesto

Merenda:

 

Cena:

 

Patatine-Rosolate


Nei primi 5 anni dopo lo svezzamento il bambino imposta e rafforza i suoi gusti e le sue preferenze alimentari, è importante quindi educarli verso un’alimentazione corretta e bilanciata secondo le loro esigenze. In particolare in età pediatrica e adolescenziale le famiglie e la scuola dovrebbero contribuire allo sviluppo di uno stile alimentare salutare, che possa garantire la crescita, lo sviluppo e prevenire eventuali patologie di tipo metabolico, possibili in età adulta.

Purtroppo il progressivo cambiamento degli stili di vita e dei ritmi lavorativi hanno portato notevoli cambiamenti nelle abitudini alimentari della famiglia, con particolari ripercussioni sull’alimentazione dei bambini e degli adolescenti. In particolare si riscontra un aumento dell’introito calorico giornaliero dovuto all’eccesso di alimenti zuccherini e grassi, all’assunzione di molte proteine e poche fibre, poche vitamine e pochi sali minerali; tutto ciò è associato poi alla scarsa attività fisica dei ragazzi che spesso viene sostituita con comportamenti sedentari e poco salutari.

Negli ultimi anni le scorrette abitudini alimentari in questa particolare fascia di età, hanno portato ad un aumento dell’incidenza del sovrappeso e dell’obesità, sia nei bambini sia successivamente in età adulta, con un aumento del rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche.

Molti degli errori che i bambini e gli adolescenti commettono si possono facilmente correggere e modificare, vediamo insieme quali sono quelli più comuni:

  • Assunzione di calorie in eccesso rispetto alla spesa energetica totale.

 

  • Colazione: totalmente assente o inadeguata a garantire il fabbisogno giornaliero.

 

  • Squilibrio calorico tra i vari pasti con un’assunzione elevata di calorie durante i fuori pasto.

 

  • Eccesso di alimenti contenti carboidrati, grassi e proteine a discapito delle vitamine, dei sali minerali e delle fibre.

 

  • Consumo, specie lontano dai pasti principali, di alimenti zuccherini, snack ipercalorici e bevande gasate.

 

  • Stile di vita sedentario e poco salutare.

 

Cose importanti da sapere per evitare gli errori:

  • I pasti devono essere cinque o anche sei (nel caso si ceni presto, può essere previsto uno spuntino prima di andare a dormire) e sono così ripartiti: colazione 15%, spuntino 5%, pranzo 40%, merenda 5-10%, cena 35%, eventuale spuntino 5%.

 

  • In ogni pasto devono essere presenti carboidrati, proteine e lipidi, con una buona quota di vitamine e sali minerali, evitando di sbilanciare il pasto a favore di un solo nutriente.

 

  • Evitare di acquistare alimenti industriali eccessivamente calorici e ricchi di conservanti, piuttosto divertitevi con i bambini a preparare torte per la colazione, sandwich e dolcetti per la merenda. I prodotti surgelati seppur di derivazione industriale, utilizzando la tecnica del freddo che conserva al meglio l’alimento, evitando così l’aggiunta di additivi alimentari, come i conservanti, gli edulcoranti e gli aromi, di conseguenza risultano più salutari dei prodotti secchi.

 

  • Evitare le bevande gasate e zuccherine durante la giornata, queste bevande devono essere un’eccezione, non un’abitudine.

 

  • È fondamentale l’assunzione giornaliera di frutta, verdura e ortaggi, anche sotto forma di centrifugati, frullati, succhi, spremute, minestroni, passati ecc. Spesso però è difficile reperire ingredienti freschi tutto l’anno, gli alimenti surgelati rappresentano un’ottima alternativa, in quanto la catena del freddo e la surgelazione, intrappolano le sostanze nutritive, evitando la loro degradazione. Verdure come gli spinaci, contengono una notevole quantità di vitamina C utile come antiossidante ma anche per favorire l’assorbimento del ferro, la porzione surgelata contiene circa il 70% in più di vitamina C se paragonata all’alimento fresco lasciato sul banco più di tre giorni, stessa cosa vale anche per altre verdure o ortaggi, come le carote, i fagiolini ecc…

 

  • Gli spuntini e le merende non devono sostituire i pasti principali, ma il loro scopo è quello di ridurre le ore di digiuno tra un pasto e l’altro. Bisogna evitare merende elaborate come pane e salumi, patatine, brioche e dolciumi, piuttosto scegliere pane e olio, macedonia di frutta, yogurt…

 

Infografica-Alimentazione-Sana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È importante ricordare che un bambino sovrappeso/obeso sarà un adulto malato, è necessario quindi prevenire lo sviluppo di malattie metaboliche come il diabete, la sindrome metabolica, l’ipertensione arteriosa ecc…


Continuate a seguirci!

Nelle prossime settimane tante novità salutari per voi e le vostre famiglie.

Alla prossima!

 

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La dieta mediterranea, oltre ad essere l’unico stile alimentare approvato scientificamente, ha una particolarità importante, segue la stagionalità dei prodotti della terra, perciò seguire le regole già descritte nell’articolo precedente, ci permette di assumere tutte le sostanze (macro e micro nutrienti) necessarie per la salute delle nostre cellule e del nostro organismo.

Vediamo qual è l’alimentazione adeguata per l’estate, dove temperature alte, afa e umidità, ci rendono affaticati, stanchi e debilitati.

Regola n.1:

IDRATAZIONE

Bere-acquaPelle e labbra secche, crampi muscolari (arti superiori e inferiori), urine scure, vertigini, tachicardia ecc… sono segnali di disidratazione che il nostro corpo mostra quando richiede acqua. La sensazione di sete, è solo l’ultimo campanello d’allarme, se abbiamo sete vuol dire che il nostro organismo è già in riserva di acqua e ha bisogno di idratarsi. L’acqua va assunta periodicamente durante la giornata – un bicchiere ogni 30 min – a piccoli sorsi, così facendo le nostre cellule saranno sempre ben idratate e potranno svolgere le loro funzioni regolarmente.
Siamo composti per il 60% di acqua, tra i flussi sanguigni, la linfa, i succhi gastrici, l’acqua intra e extracellulare, questo dato varia a seconda dell’età, del sesso e dello stato fisico del soggetto. Basti pensare che non si può sopravvivere più di 3 giorni senza acqua ma più di un mese senza cibo, ciò ad indicare quanto sia importante idratarsi in modo adeguato tutti i giorni. E’ importante sottolineare che sia d’inverno sia d’estate vanno assunti circa 2 litri di liquidi al giorno; d’estate c’è una perdita maggiore dovuta ad una maggiore sudorazione perciò i litri devono aumentare. Ma per idratarsi in modo adeguato non basta solo l’acqua, l’alimentazione ricca di acqua, diventa un alleato importante per l’idratazione giornaliera. Circa il 70% dell’acqua assunta sotto forma di liquidi resta in circolo, non viene assorbita a livello cellulare per cui non idrata le cellule adeguatamente. Bisogna accompagnare il bere con alimenti freschi e ricchi di acqua, come la frutta e la verdura (cruda o cotta) ricchi non solo di acqua ma anche di vitamine e sali minerali, quest’ultimi in particolare ristabiliscono i sali persi con il sudore e le urine.

 

 

Regola n.2:

PIU’ FRUTTA, VERDURA E LEGUMI

Insalata-legumi-verdureLa primavera e l’estate sono le stagioni più belle per la frutta e la verdura, i colori esplodono, gli orti si ricoprono di odori indescrivibili  e il nostro organismo assume ogni giorno tante vitamine e antiossidanti, utili per la salute delle cellule. Anche durante l’estate, vale la regola delle 5 porzioni al giorno (3 di frutta e 2 di verdure), ma rispetto all’inverno, stagione in cui la varietà di frutta e verdura è limitata, possiamo concederci centrifughe, frullati, ghiaccioli, estratti ecc…tutto a base di vitamine, acqua e sali minerali.

La frutta può essere assunta in qualsiasi momento della giornata, preferibilmente lontano dai pasti (1-2h dal pasto principale), ciò perché essendo ricca in acqua e fibra, riempie maggiormente rispetto a qualche altro spezza fame. Per cui ottime merende sotto l’ombrellone possono essere macedonie, centrifugati di frutta e verdura, anche piccoli gelati/sorbetti, rinfrescanti e buoni.

Pasta e fagioli, pasta e ceci, zuppa di cereali e lenticchie, sono alimenti che ci fanno pensare alle fredde sere d’inverno di fronte al camino ma in realtà esistono numerose ricette estive che non vi faranno rinunciare al gusto e ai nutrienti dei legumi. I legumi sono fonte di proteine a medio valore biologico che uniti ai cereali possono sostituire la carne o il pesce, inoltre presentano numerosi sali minerali, vitamine necessari per la salute delle nostre cellule. Non bisogna rinunciare ai sapori del mediterraneo, bisogna solo saper scoprire la voglia di cucinare.

Sotto l’ombrellone potrete portare insalata di farro e piselli, insalata di tre legumi (fagioli cannellini, lenticchie e ceci), insalata di fave e pecorino ecc…oppure la sera al rientro dal mare una buona, genuina e fresca zuppa di seppioline e piselli o di fagioli e cozze, riscoprirete il mondo dei legumi e la loro bontà…Nei prossimi articoli scoprirete tante ricette create ad hoc per i legumi.

Scegli tra le tantissime proposte fresche Picard, frutta, verdura e ortaggi, buoni, freschi e veloci, pronti per essere consumati.

 

Regola n.3:

MAI SALTARE I PASTI

Saltare-pasti

Regola fondamentale, mai saltare i pasti, piuttosto piccoli pasti in momenti diversi della giornata. A molti sembrerà un controsenso, ma saltare i pasti non solo non è salutare, ma fa aumentare di peso. Perché? Rallenta il metabolismo, predispone alla perdita di massa muscolare (che invece dev’essere preservata), predispone all’aumento della massa grassa, aumenta il rischio di malnutrizione, aumenta il rischio di disturbi alimentari, infine durante il periodo estivo aumenta il rischio di disidratazione, astenia, crampi, debolezza e capogiri, dovuti alla scarsa quantità e qualità delle calorie assunte. Ampi e approfonditi studi sull’alimentazione hanno dimostrato che digiunando nel corso della giornata si va incontro ad un calo di zuccheri fisiologico, che spinge il cervello a desiderare cibo stimolando di conseguenza ilsintomo della fame e un’irrefrenabile voglia di carboidrati e zuccheri, per cui si arriva al pasto successivo affamati e in riserva di zuccheri. Saltando il pasto non si fa altro che aumentare il nervosismo e stimolare maggiormente il nostro appetito. Inoltre i 2 – 3 kg che si perdono digiunando o mangiando poco, sono liquidi inizialmente e muscoli dopo, mantenendo intatta la massa grassa, facili da recuperare nei pasti successivi. Quindi avviene un meccanismo di diminuzione dei muscoli e aumento della massa grassa, che favorisce il rallentamento del metabolismo, consumando sempre meno energia e trattenendola il più possibile sotto forma di tessuto adiposo.

 

 

 

Regola n.4:

FARE SEMPRE UN’ABBONDANTE COLAZIONE

Colazione-sana“Colazione da re, pranzo da principi e cena da poveri…”. Lo sanno tutti, la colazione è il pasto più importante della giornata, studi scientifici hanno dimostrato che saltare la colazione predispone all’obesità e all’aumento del rischio di malattie metaboliche e cardiovascolari. In un indagine promossa dall’Istituto Superiore di Sanità “Okkio alla salute” è emerso che in Italia il 20,9% dei bambini in età scolare è sovrappeso e il 9,8% è obeso, di questi l’ 8% dichiara di non fare colazione e nel 31% la colazione non è adeguata, è sbilanciata e poco nutriente.

In estate in particolare è essenziale far partire bene la giornata, tenendo in considerazione che il dispendio energetico è maggiore, aumenta la temperatura corporea, si tende a perdere più liquidi e aumenta l’attività motoria e ricreativa. Ma cosa scegliere per una colazione adeguata? Frutta, latte, latte vegetale, frutta secca, yogurt, marmellate, miele, pane integrale, pepite di cioccolato, ma anche prosciutto cotto, formaggio spalmabile, toast, spremuta d’arancia, centrifugati, frullati, estratti di verdura e frutta. 

La colazione oltre ad essere un pasto importante da un punto di vista nutrizionale, è un pasto allegro, gioioso, fatto di convivialità, di famiglia, di tovagliette colorate e tazze divertenti. Ritagliarsi 15 minuti la mattina per fare colazione è la carica giusta che serve per far partire bene la giornata nostra e della nostra famiglia.

Scopri la sezione colazione di Picard, troverai tantissime alternative gustose per le tue colazioni in riva al mare o in montagna.

 

Regola n.5:

IL GELATO E’ UN OTTIMO SOSTITUTIVO DEL PASTO

GelatoIl gelato, rappresenta l’alimento cardine dell’estate, viene consumato da nord a sud, come sostituto del pasto, a colazione, a merenda, come dopo cena. Il gelato d’estate non può mancare, ma approfondiamo meglio quest’alimento: è corretto, nutrizionalmente parlando, sostituire un pranzo o una cena con il gelato? E si può fare tutti i giorni?
Il gelato è uno snack veloce e fresco, che si può gustare in piedi, passeggiando o stando comodamente seduti al bar, è un alimento nutriente, leggero da digerire ma calorico da smaltire e piace così tanto che le gelaterie artigianali e le grandi aziende hanno realizzato anche ricette senza glutine (per soggetti celiaci), ricette senza latte (per intolleranti al lattosio), ricette senza uova (per soggetti allergici) ma anche alternative particolari come il gelato alla soya o al riso, per garantire ai soggetti vegetariani e vegani il gusto di un buon gelato senza proteine animali.

Ma vediamo gli ingredienti: latte, uova, zucchero sono quelli base, poi a seconda del gusto vengono aggiunti frutta secca, cioccolato, creme, biscotti ecc… il gelato alla frutta, specie quello artigianale, può essere realizzato senza latte per cui risulta più leggero e meno calorico. Dati i suoi ingredienti questo alimento è fonte di proteine ad alto valore biologico, zuccheri come il saccarosio e il lattosio, grassi, sali minerali e vitamine; per il suo elevato contenuto in zuccheri il gelato ha un potere saziante molto basso, ciò può favorire un meccanismo di aumento glucidico e richiamo di insulina con picchi glicemici molto alti, per cui è da limitare il consumo.

Se si vuole sostituire un pranzo completo con il gelato è opportuno scegliere una coppetta di gusti alla frutta o fior di latte con una base di macedonia di frutta fresca, l’importante poi è bilanciare bene la cena, assumendo la giusta quota di vitamine e sali minerali, attraverso le verdure, di proteine, quindi carne, pesce, legumi, uova e formaggi e di carboidrati complessi, pane e pasta integrale, patate.

 

Scopri la linea dei gelati Picard, tutti i gusti per tutti i gusti…
Continuate a seguirci, nelle prossime settimane dedicheremo il nostro menù ai bambini e alla loro fantasia in cucina…non mancate!!!

La vostra nutrizionista

 

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Prodotti surgelati. I consigli della nutrizionista di Picard

Cosa si intende per prodotto surgelato? Qual è la differenza con il prodotto congelato? La surgelazione riduce la bontà e la salubrità del prodotto? Ai bambini posso dare il prodotto surgelato? È meglio il fresco o il surgelato?

Cerchiamo di capire meglio cosa sia un prodotto surgelato e perché si può facilmente introdurre nella dieta di tutti i giorni.

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“Quali sono le caratteristiche della dieta mediterranea? Perché è considerata come l’unico stile alimentare da seguire? Cosa la rende così speciale?”

Queste sono solo un paio di domande, che ogni giorno i miei pazienti mi pongono, al fine di comprendere meglio il vasto mondo delle diete ed evitare di incorrere in gravi errori, spesso dannosi. Scopriamo insieme, quindi, le particolarità e i vantaggi della dieta mediterranea, stile alimentare diventato famoso in tutto il mondo.

La Dieta Mediterranea, stile alimentare dove tradizione, cultura e storia si incontrano in un’armonia di sapori, odori, colori e benefici diversi. È un modello alimentare ispirato ai popoli del bacino del Mediterraneo che racchiude tre continenti, Europa, Asia e Africa, rappresentati da prodotti alimentari e culinari unici e salutari.

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